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NEWROZ 2005

IN TURCHIA CON IL POPOLO KURDO

RESOCONTI del NEWROZ 2005 in TURCHIA

 

INDICE

1) Resoconto generale del Newroz 2005

2) RESOCONTI
della Delegazione italiana 'Newroz 2005'

18 Marzo 2005, Partenza
19 Marzo 2005, Dersim
19 Marzo 2005, Diyarbakir
19 Marzo 2005, da Diyarbakir a Cizre
20 Marzo 2005, Cizre

20 Marzo 2005, Dersim
20 Marzo 2005, Sirnak
21 Marzo 2005, Dersim
21 Marzo 2005, Diyarbakir
21 Marzo 2005, Sirnak
21 Marzo 2005, Van
22 Marzo 2005, Cizre
22 Marzo 2005, Diyarbakir
22 Marzo 2005, Sirnak
23 Marzo 2005, Dersim
23 Marzo 2005, Diyarbakir

Artists Against Wars : NEWROZ 2005, Roma - Kurdistan - Libano

 

1) Resoconto generale del Newroz 2005

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Del Mondo Kurdo n.6, 28 Marzo 2005
a cura dell'Ufficio d'Informazione del Kurdistan in Italia
www.uikionlus.com , www.kurdishinfo.com

Urfa :

Circa 100000 persone hanno partecipato ai festeggiamenti del Newroz.

I manifestanti hanno srotolato striscioni con le scritte “Urfa saluta il fondatore del Confederalismo Democratico”, “Dialogo con Ocalan per la pace”, e gridato gli slogan “Viva Ocalan”, “Saluti, saluti, migliaia di saluti ad Imrali e Felice Newroz”; hanno inoltre portato migliaia di bandiere del Kongra-Gel, con i tipici colori della bandiera kurda, verde-rosso-giallo, e una cartina delle città kurde.
La folla, in particolare le donne, premeva per stringersi attorno a Leyla Zana e Fatma Ocalan.

Gli interventi del mondo politico e della società civile

Alla celebrazione hanno preso parte Leyla Zana e Orhan Dogan, ex deputati del Partito DEP, Mehmet e Fatma, fratelli del leader del popolo kurdo Abdullah Ocalan, Murat Bozlak - coordinatore del movimento social-democratico (HADEP), Osman Ozcelik - Presidente dei Deputati del DEHAP, e i sindaci di Viransehir e Suruc.
Ahmet Dagtek, capo del DEHAP di Sanliurfa, ha affermato che gli sforzi verso la pace del leader del popolo kurdo Abdullah Ocalan sono rimasti senza risposta.
Osman Ozcelik ha invitato quelli che non vedono lo sforzo del popolo kurdo per la costruzione della pace a venire a verificare.
Leyla Zana, dopo aver salutato la gente in kurdo, ha continuato il suo discorso esprimendosi in turco. Si è rivolta al premier Erdogan con le seguenti parole: “Erdogan dice che non esiste un problema kurdo. Mi rivolgo direttamente a lui, chiedendogli se c’è una Questione Kurda o meno”.
Poi ha ammonito i governanti “Non aumentate la tensione se amate questo paese e non provocate la divisione della società mettendo una parte contro l’altra. Dobbiamo considerare la pace e la democrazia come funzioni essenziali per questo paese.
Noi non abbiamo pregiudiziali contro nessuno. L’Amministrazione attuale deve considerare che è al potere, ma non dovrebbe sottovalutare la volontà del popolo. Il premier turco ha affermato che non c’è tortura, laddove le nostre donne sono state torturate nel mezzo della strada. Noi non permetteremo che il nostro onore venga violato e che la violenza si sviluppi. Alcuni poteri vogliono la guerra, ma il mio popolo non lo permetterà. Noi non permetteremo che nessuno abusi di noi”.
Le parole di Leyla Zana incantano e entusiasmano i manifestanti, che lanciano lo slogan “Viva il Presidente APO”.

Dersim 20 marzo; La gente si riversa nelle strade, nonostante il bando per la lettera “W”

La celebrazione del Newroz a Tunceli, che il governatore ha vietato, si è tenuta nonostante tutto.
Il divieto è scattato a causa dell’uso della lettera W (non presente nell’alfabeto turco) nella parola Newroz.
La gente si è riversata nelle strade nella notte, in varie zone della città, accendendo fuochi e ballando danze popolari. La gente ha anche gridato slogan in favore del leader del popolo kurdo Abdullah Ocalan. Una delegazione italiana ha partecipato alle celebrazioni.

Sirnak 20 marzo: anche a Sirnak si sono svolte le celebrazioni per il Newroz

Il Newroz è stato celebrato tutta la notte a Sirnak, Cizre, Silopi e nel distretto di Idil, nel quale si è verificato uno scontro con la polizia. I fuochi e le danze hanno caratterizzato la festa a Sirnak, dove sono stati gridati slogan in favore di Ocalan. In quasi tutti i distretti di Cizre vi sono state celebrazioni e in alcuni si sono registrati scontri tra manifestanti e polizia. Centinaia di persone si sono riunite sulla strada di Idil, hanno acceso fuochi e marciato, gridando slogan. Ad un certo punto la polizia è intervenuta. I manifestanti hanno risposto tirando sassi. Lo scontro è stato lungo, i dimostranti hanno anche eretto barricate difensive per fermare la polizia. Quindi dai blindati l’intervento delle forze dell’ordine è proseguito con l’uso di idranti, per disperdere la folla. Dopo questo scontro sono state fermate 10 persone. La dimostrazione è continuata tutta la notte e molte persone si sono riunite nel distretto di Sur e hanno marciato con le bandiere del KONGRA-GEL e poster contenenti l’immagine di Ocalan.

Silopi :

Migliaia di persone si sono riunite in differenti distretti di Silopi per celebrare il Newroz. Nel distretto di Karsiyaka quasi 2mila persone, in maggioranza donne e bambini, hanno eseguito danze popolari attorno ai fuochi e urlato slogan inneggianti a Ocalan. Allo stesso modo nei distretti di Ofis, Cumhuriyet, Basak e Idil i manifestanti hanno eseguito danze popolari gridando slogan "Saluti Saluti Saluti, mille saluti a Imrali", "I martiri non muoiono", “Lunga Vita al leader Apo”.

Adana 20 marzo; La polizia è intervenuta nel corso delle celebrazioni.

Adana 300 persone hanno celebrato il Newroz accendendo fuochi e ballando una danza chiamata halay. La polizia è intervenuta con un veicolo blindato nei confronti dei manifestanti. 200 persone hanno marciato verso la stazione di polizia, dove si sono verificati scontri. Nessuno è stato arrestato, ma si registrano alcuni feriti.

Sevket :

Centinaia di manifestanti si sono riuniti nel distretto di Sevket, nella municipalità di Mersin, portando i colori verde-giallo-rosso, le immagini del leader del popolo kurdo Ocalan e di Umit Gonultas, che è stato ucciso di recente a Mersin, durante una manifestazione del 15 febbraio. Sono stati gridati slogan come “Viva il presidente Apo, Vogliamo che gli assassini di Umit vengano trovati, che le armi usate contro Umit vengano spezzate”. I manifestanti hanno ballato le danze popolari, ma è stata loro impedita l’accensione dei fuochi: la polizia li ha infatti intimiditi circondandoli.

Mersin 20 marzo: la Polizia fa irruzione tra la folla a Mersin

Le celebrazioni del Newroz si sono svolte anche a Mersin. Dopo i discorsi, alcuni musicisti si sono succeduti sul palco. Parecchie persone sono state sul punto di svenire a causa dell’affollamento durante il concerto della cantante Dilovan. Moltissimi portavano le bandiere del “Confederalismo Democratico del Kurdistan”.

Alla fine delle celebrazioni, 400 persone hanno marciato gridando slogan come "Viva Apo", "Faremo crollare sulle vostre teste il mondo senza Ocalan " e "La vita è impossibile senza il presidente". La polizia è intervenuta con i bastoni per disperdere il gruppo. Un gruppo di manifestanti ha risposto all’attacco della polizia con il lancio di pietre. Un’automobile della polizia è stata danneggiata nei tumulti. Un poliziotto, raccogliendo una bandiera turca, caduta a terra durante i tumulti, ha detto, attirando l’attenzione: "Stanno gettando a terra la bandiera turca. La patria è perduta. Se si può agire così, tutti i martiri sono stati inutili”. Due persone sono state
tratte in arresto.

Mahmura, 21 marzo: Il fuoco del Newroz si è acceso a Mahmura

Migliaia di rifugiati curdi che vivono nel nord dell’Iraq hanno celebrato il Newroz a Mahmur Camp, accendendo i fuochi tradizionali e sparando fuochi artificiali. Sono stati urlati slogan come "Viva il Presidente Apo, Viva il Newroz". Gli studenti delle scuole elementari e medie hanno marciato con le fiaccole. Alcune attività celebrative si sono svolte sul luogo.

Come ogni anno, centinaia di migliaia di persone si sono riunite per i festeggiamenti del Newroz. I festeggiamenti sono stati una dimostrazione della loro gioia e delle richieste per la liberazione del Ocalan e un benvenuto al Confedaralismo Democratico del Kurdistan, proposto in una lettera di Ocalan. I festeggiamenti hanno testimoniato la gioia dei kurdi.

I kurdi hanno festeggiato nel Kurdistan Turco, ad Amed (più di un milione di persone), a Van ( in 250 mila ) a Batman (più di 100 mila). Inoltre hanno partecipato migliaia di persone, scendendo in piazza in diverse città del Kurdistan e della Turchia. come a Hakkari, 25mila, Semdinli, in 5mila, Çukurca, 2mila, Agri e Dogubeyazit, 10mila, Siirt 20mila, Nusaybin 50mila, Cizre 20mila, Kiziltepe 25mila, e migliaia a Idil, Kars, Ardahan, Igdir, Mush, Bulanik, Malazgirt, Varto, Karaçoban, Bashkale, Elbistan, Adiyaman, Adana, Mersin, Istanbul , Aydin, Manisa e tante altre città.

Dalle piazze sono state lanciate richieste di pace e per una soluzione democratica della Questione Kurda. Inoltre ci sono stati i saluti al Confederalismo Democratico del Kurdistan. La richiesta principale ha riguardato la liberazione di Ocalan e la pace e la democrazia per l’intero paese.

Vi sono state delegazioni internazionali di politici ed intellettuali, che hanno condiviso la gioia dei curdi e hanno affermato che il Newroz è stata una dimostrazione significativa verso la pace.

I partecipanti al Newroz hanno affermato che il popolo, con la sua folta partecipazione e con i suoi slogan, intende far capire al governo che è giunta l’ora di ascoltare e rendersi conto delle richieste di Ocalan. Il governo deve leggere bene questo messaggio, che proviene dal Newroz di quest’anno.

I festeggiamenti sono proseguiti anche di notte. Gruppi di donne, bambini, giovani ed anziani hanno partecipato alle manifestazioni, protrattesi per l’intera notte. Gli slogan lanciati dalla gente sono stati: “Viva il fondatore del Confederalismo Democratico”, “Libertà per Ocalan”. Sono state esposte le bandiere del Confederalismo Democratico, e mostrate le foto di Ugur e di suo padre, uccisi a Kiizltepe, e la foto di Umit, ucciso a Mersin.

A Trabzon ha avuto luogo una manifestazione significativa. I festeggiamenti hanno testimoniato la fratellanza dei popoli; sono statie intonate canzoni e scanditi slogan in turco, in kurdo e in laz.

Mentre si festeggiava, non mancavano le notizie di fermi da parte della polizia, come succede ogni anno.

Sono stati fermati dalla polizia moltissimi giovani, sia prima che dopo il Newroz, nelle città di Ankara, Van e Siirt.

Nel Kurdistan siriano più di un milione di persone hanno festeggiato il Newroz; ad Aleppo in 500mila, a Kobani, a Racca 300mila, a Qamishlo, Afrin, Amude, Haseki e Tirbesiye svariate centinaia. Nella capitale Damasco 15mila kurdi hanno festeggiato, nonostante il no del governo e dell’esercito siriano. Durante i festeggiamenti il popolo ha esortato il governo siriano a compiere dei passi concreti per una soluzione della Questione Kurda.

Nelle città del Kurdistan iraniano milioni di persone hanno festeggiato il Newroz (a Mahabad, Salmas, Urmiye, Bokan, Merwan e Sakiz) In alcune manifestazioni non autorizzate dalla polizia sono stati mostrati poster di Ocalan e a causa dell’intervento della polizia e dei militari iraniani sono state fermate decine di persone.

Nel Sud del Kurdistan ufficialmente è stata decisa una settimana di festeggiamenti per il Newroz. In molte città del Kurdistan (Hewler, Süleymaniye, Zaxo e Duhok) si è festeggiato il Newroz facendo dei picnic.

I guerriglieri hanno festeggiato il Newroz sui monti del Kurdistan. I festeggiamenti si sono tenuti davanti al cimitero di “Sehit Harun”. Tutti i guerriglieri hanno dato inizio ai festeggiamenti con un minuto di silenzio per tutti i caduti.. Ci sono stati degli interventi che hanno salutato la fondazione della Confederalismo Democratico.

Il Newroz, oltre che nelle città kurde, è stato festeggiato in varie città europee (Roma, Amburgo, Zurigo, Londra, ,…), con una notevole partecipazione sia dei kurdi che vivono in Europa che anche dei cittadini dei paesi che li ospitano.

Ai festeggiamenti ha partecipato anche una delegazione Italina, che inviato gruppi in diverse città (..) Questi gruppi hanno inviato in Italia resoconti su tale esperienza, che è possibile leggere sul sito www.uikionlus.com . Questi gruppi, rientrati in italia,stanno anche preparando racconti più dettagliati del viaggio in Kurdistan. Erano anche presenti gruppi provenienti da altri paesi europei (Francia, Germania, Cipro, Romania, Scandinavia,…).

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2) TESTO dei RESOCONTI
della Delegazione italiana 'Newroz 2005'

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18 Marzo 2005, Partenza

La delegazione Italiana è Partita per il NEWROZ 2005Delegazioni provenienti da paesi europei si recano nel Kurdistan turco, dal 18 al 25 marzo, per festeggiare il Capodanno Kurdo e il giorno della libertà.
Numerose sono le delegazioni in partenza verso il Kurdistan settentrionale (Turchia), per i festeggiamenti del Newroz: provengono da Germania, Francia, Svezia, Gran Bretagna, Belgio e, inoltre, settantacinque persone in partenza dall’Italia. Si recheranno in varie città (Amed, Bingol, Dersim, Cizre, Sirnak, Van, Hakkari, Yuksekova, Mus, Siirt).
Si tratta di membri di associazioni della società civile, artisti, rappresentanti di enti locali, giornalisti, sindacalisti e esponenti di movimenti sociali. Incontreranno esponenti della società civile (Associazione per i Diritti Umani IHD, Associazione di Aiuto ai Profughi e Sfollati GOC-DER, Associazione di Familiari di Detenuti TUHAD-DER, Madri della Pace, varie associazioni femminili), di varie città, di sindacati (come il Sindacato Insegnanti EGITIM-SEN e il KESK), di partiti (in particolare il DEHAP, EMEP), nonché sindaci, medici, gruppi ambientalisti e altre categorie. Si tenga presente che quest’anno, nonostante dall’inizio dell’anno non siano mancate le repressioni, anche violente, nei confronti dei Kurdi, è stata concessa l’autorizzazione per i festeggiamenti nelle piazze di 52 città del Kurdistan turco. Non mancano però le città nelle quali il permesso di festeggiare non è accordato, adducendo pretesti (come per Urfa, dove si è rimarcato l’utilizzo della lettera W dell’alfabeto kurdo).
Ogni popolo considera particolarmente importanti alcuni giorni dell’anno: in questo caso si tratta di una giornata importante per il popolo kurdo, e noi saremo lì per condividerne i sentimenti, nonché per parlare con le associazioni kurde e turche e sapere cosa ne pensano dell’ingresso della Turchia nell’UE, dato che è nostra impressione che negli ultimi tempi sono comunque nuovamente aumentate le repressioni nei confronti della popolazione: abbiamo infatti sentito parlare di esecuzioni extragiudiziali e di attacchi a manifestazioni civili. La delegazione intende incontrare gli avvocati di Abdullah Ocalan, per chiedere delle sue condizioni di salute, che continuano a destare preoccupazione in Italia.
La nostra presenza sarà anche occasione per far sì che associazioni della società civile presenti nei paesi europei e in Turchia entrino in contatto e possano stabilire forme di cooperazione.
Delegazione Italiana per il Newroz 2005 capodannocurdo@yahoo.it
Gruppo AMED: Emanuela Finocchietti, 349.0891192
Gruppo CIZRE-SIIRT: Antonio Olivieri, 335.7564743
Gruppo DERSIM: Domenica Costantini, 333.2841376
Gruppo DOGUBEYAZIT: Annalisa Puleo, 349.1919428
Gruppo HAKKARI: Donatella Perfeti, 349.7189892
Gruppo SIRNAK: Angela Bellei, 330.261231
Gruppo VAN: Aldo Zanchetta, 333.86702858
Gruppo YUKSEKOVA: Paolo Zammori, 339.7874873
NB: altri nomi e numeri si pùò chiedere a UIKI.

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19 Marzo 2005, Dersim

A causa di una W
A proposito di Europa:
A Dersim il Newroz è stato vietato dalle autorità e come motivazione ufficiale del diniego è stato portato ad argomento un problema lessicale ovvero aver adottato una W invece della V turca nella richiesta di autorizzazione allo svolgimento della manifestazione.
Domani mattina si terrà una conferenza stampa sull'argomento tenuta dal presidente del DEHAP alle ore 11,30. Siamo stati informati dallo stesso presidente che ci ha accolti al nostro arrivo questa sera all'albergo di Dersim.
Preghiamo di diffondere con urgenza tale notizia ai mezzi di informazione italiani e a tutte le delegazioni.
Contattare telefonicamente i seguenti cellulari: 3491007339, 3382159455, 3409805549.
Aggiorneremo questo report domani dopo la conferenza stampa.
La delegazione di Dersim

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19 Marzo 2005, Diyarbakir

mesaggio da Amed
Siamo stanchi, ma molto contenti e soddisfatta delle cose.
La mattina abbiamo incontrato le Madri per la Pace e ci hanno raccontato delle loro attività e soprattutto delle loro storie molto tristi.
L'incontro con la Delegazione per la democrazia è stato francamente molto interessante.
I rappresentanti delle varie associazione che ne fanno parte erano numerosi e abbiamo cercato di capire le loro mansioni ed i loro obiettivi.
Per il momento non abbiamo altro da dirti. Domani saremo ad Hasekeyf, dove approfondiremo la questione delle dighe e poi a Silvan.
Ci aggiorniamo domani sera. Un saluto da tutti

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19 Marzo 2005, da Diyarbakir a Cizre

Diyarbakir e partenza per Cizre; 19-marzo 2005

Il primo incontro della delegazione è avvenuto con la i rappresentanti della municipalità di Baglar (Diyarbakir) e con la sindaca turca del DEHAP Yurdusev Ozsokmenler.
Baglar è una città di profughi provenienti da diversi villaggi a seguito dello svuotamento dei villaggi operato in modo sistematico del esercito turco. La città, che conta circa 350 mila abitanti, ha gravi problemi economici, un alto livello di disoccupazione che supera 60% della popolazione, ed è del tutto priva di spazi e giochi per i bambini.
Dal governo centrale non è mai arrivato alcun aiuto. Un tentativo di affrontare il drammatico problema del lavoro e della povertà minorile è rappresentato da un progetto pilota sui bambini di strada del valore complessivo di 50740 euro che promosso insieme ad ICS e alla Regione Friuli Venezia Giulia che ha sostenuto il finanziamento. Al momento esiste già una casa attrezzata per lo studio e lo sport dei bambini - una specie di “dopo scuola” – che è stata visitata dalla delegazione assieme ai rappresentanti della municipalità. Lo spazio – studio è frequentato da 320 bambini, è aperto sia nei giorni di scuola sia durante il fine settimana, e si pone come obiettivo, oltre al recupero scolastico, quello di mettere a disposizione spazi per il divertimento e lo sport dei bambini.
Il successivo incontro della delegazione si è svolto con l’Associazione famigliari dei detenuti politici Tuhad-der di Diyarbakir, con la presidentessa dell’Associazione, signora Nursel Aydogan.Su nostro richiesta erano presenti anche alcuni familiari dei detenuti che la nostra associazione ha in affido.I prigionieri politici in Turchia, dopo le riforme del Codice Penale Turco, sono diminuiti di molto. Negli anni ‘90 e ‘95, i prigionieri politici erano circa 10mila, oggi sono circa 2000 di cui 1500 condannati all’ergastolo ed altri 500 condannati a 36anni di carcere (in questo numero sono compresi anche i detenuti della sinistra turca)
Il 90% di questi sono richiusi nelle carceri di tipo F e D, il restante 10 % in quale di tipo E. Solitamente i detenuti politici provengono dal Kurdistan, ma vengono imprigonati in carceri dell’Ovest in modo da rendere problematiche le visite di parenti ed avvocati. Le condizioni di carcerazione sono molto dure; sono permesse solo le visite di familiari di 1 grado, con il divieto di usare, durante i colloqui, la lingua kurda, spesso l’unica conosciuta dai familiari. Nelle le prigioni di isolamento di tipo F, le celle vengono usate al massimo per 3 detenuti, mentre in quelle di tipo E i detenuti possono arrivare fino al 10. Nelle prigioni di tipo F non ci sono spazi comuni per i detenuti.In questo momento il governo turco sta costruendo prigioni di tipo L; l’unica prigione di tipo D che è rimasta è quella di Diyarabakir per i detenuti politici. In questo carcere sono sempre in funzione videocamere che controllano i colloqui con gli avvocati e le aree comuni.
L’esempio più eclatante dell’isolamento carcerario turco è la prigione di Imrali dov’è rinchiuso un unico detenuto, Abdullah Ocalan, in condizioni di isolamento terribile.
Riguardo ai diversi trattamenti riservati a detenuti politici e comuni sono cambiate molte cose, ma le differenza restano comunque forti. I politici sono sempre visti come nemici. Cambiano le leggi, ma le riforme risultano essere solo belle parole che rimangono sulla carta. Anzi, a ben vedere, al situazione negli ultimi tempi, è addirittura peggiorata.Ad esempio, riformando l’articolo 168 del Codice penale turco, che riguarda i membri di organizzazioni illegali – il governo ha aumentato la pena prevista da 3 a 5 anni. I detenuti che escono di prigione per scadenza dei termini o oltre, sono precluse molte attività, ad esempio, il detenuto non può lavorare per il governo o fare militanza ai partiti politici.Le famiglie dei detenuti presenti all’incontro hanno poi raccontato storie di ordinaria repressione cui sono sottoposti parenti e detenuti in carceri.

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20 Marzo 2005, Cizre

Cizre Domenica 20 marzo

Sede del Dehap; ci accompagna il sindaco di Cizre, un membro del Dehap di Ankara e membri locali.
Alla sede un’accoglienza commovente, una trentina di persone in fila applaude al nostro passare e ci stringe la mano. Ci sediamo, il membro di Ankara ci fa un quadro generale della situazione di questi anni: interi villaggi sono stati bruciati, 10mila persone sono state uccise per mano della polizia turca. I parlamentari kurdi sono stati messi in pigione solo perché parlavano dei kurdi in kurdo. Critica la politica europea che si limita a parlare di rispetto dei diritti umani in Turchia e non affronta il problema del popolo kurdo chiamandolo con il suo nome. Per quanto riguarda la situazione locale di Cizre, la città è cresciuta molto negli ultimi 20 anni, ufficialmente ha 69.00 abitanti, ma in realtà ne conta 100-110 mila, sfollati provenienti dai villaggi durante gli anni della guerra. La zona attorno di Cizre, a 10 km verso la montagna, è una zona ancora proibita. In questa zona ci sono molti villaggi distrutti. Alcuni sono stati addirittura cancellati dalle mappe anche se di grandi dimensioni. In altri villaggi si sono insediati i guardiani dei villaggi, ma sono privi di acqua e di servizi.Nell’autunno del 2004 si è costituita una forza di interpozisione formata dai giovani militanti del Dehap intenzionati a trattare con i guerriglieri in montagna. Il gruppo di interposizione è tuttavia stato fermato dalla polizia che ha potuto contare anche sull’intervento dei guardiani dei villaggi. Una parte di questo gruppo è stata arrestata e trattenuta in attesa di processo.
In un’altra occasione, il gruppo di interposizione, composto da 1000 persone provenienti da Diyarbakir, a causa della polizia non ha potuto fare molto perché troppo numerosi. Questi giovani hanno promesso di tornare sarebbero felici se la delegazione si unisse a loro. I problemi della municipalità, spiega il sindaco sono enormi: manca il sistema di canalizzazione della acqua per cui nei periodi di pioggia la cittadina viene spesso allegata, i bambini vanno a scuola camminando nel fango e si creano condizioni inumane.
Le scuole hanno classi affollate, arrivando ad ospitare fino a 100 bambini per classe. Non ci sono spazi aperto per giocare. La municipalità non ha fondi sufficienti anche a causa della politica del governo che, ostile ai municipi retti dal DEHAP, non concede loro le risorse dovute? La città di Cizre è stata conquistata dal Dehap per la prima volta nel 2004, con il 90% dei voti. Il boicottaggio del governo assume forme diverse. Tutti gli edifici governativi (caserme di polizia ecc.) non versano al comune i soldi per il consumo dell’acqua e in risposta ai controlli effettuati dal personale della municipalità i militari minacciano di distruggere le strade con i passaggi dei carri armati. A conclusione dell’incontro, alcuni tra i presenti chiedono cosa possono fare le delegazioni che vengono in occasione del Newroz in Kurdistan al ritorno in Italia (o nel Paese di provenienza). Un’altra proposta pervenuta riguarda un progetto di gemellaggio chiamato “scegli il tuo fratello” che prevede che i bambini con maggiori possibilità economiche sostengano un fratello con minori possibilità, il progetto compare anche con un sito internet.
Per quanto riguarda il Newroz, esso è stato autorizzato per la prima volta nel 2004; quest’anno si festeggerà dal 12.00 all’re 17.00 e si svolgerà in un quartiere due passi al fiume Tigri

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20 Marzo 2005, Dersim

20 marzo 2005
Ieri sera abbiamo avuto un incontro con il presidente del DEHAP Murat Polat.
Ci ha spiegato che la festa del Newroz è stata vietata dal Governatore, in quanto la richiesta per l'autorizzazione conteneva la parola Newroz scritta con la W che non è contemplata dall'alfabeto turco. La legge turca prevede che tutte le richieste ufficiali devono essere scritte in lingua turca. Il presidente ci ha anche spiegato che la polizia locale aveva dato la propria autorizzazione ma che tale autorizzazione formale, ha aggiunto il Presidente, non era legalmente necessaria ma era sufficiente una comunicazione dell'iniziativa.
In mattinata era prevista una conferenza stampa nella piazza centrale della città alla quale abbiamo partecipato insieme al Presidente del DEHAP. Tale conferenza si è trasformata in una vera e propria manifestazione di protesta guidata dal partito DEHAP e dal partito della sinistra turca EMEP. Il corteo formato da uomini e donne nel tragitto per arrivare alla piazza centrale ha esposto striscioni con slogan che inneggiavano al Newroz e a OCALAN.
Arrivati sulla piazza i manifestanti hanno continuato a urlare i loro slogan e hanno iniziato delle danze in circolo dopo di che la conferenza stampa ha avuto inizio.
Hanno preso la parola alla conferenza gli esponenti dei gruppi organizzatori del Newroz. Sulla piazza si sono succeduti balli e canti e sono stati accesi alcuni piccoli fuochi simbolici.
La polizia ha assistito passivamente all'evento.
La delegazione al termine della manifestazione è stata invitata dal vice capo della polizia (il quale parlava un italiano perfetto!) a prendere un tè .
L'invito è stato accettato anche perché era problematico rifiutare. Con noi era presente il Presidente del DEHAP. Abbiamo parlato con il vice capo della polizia di questioni generiche e gli abbiamo chiesto i motivi del diniego alla celebrazione del Newroz. Lui ci ha confermato ciò che ci ha riferito il Presidente del DEHAP sostenendo che tuttavia la celebrazione del Newroz si è svolta riferendosi ai balli svolti durante
Saluti- Gruppo Dersim

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20 Marzo 2005, Sirnak

Vigilia del Newroz

Tanti incontri con la societa' civile

Sirnak è una città di 70.000 abitanti. Fino ad alcuni anni fa era più piccola e meno abitata; l'urbanizzazione forzata è iniziata da quando, nei dintorni, moltissimi villaggi sono stati distrutti ad opera dei militari e questi sfollati sono stati costretti a stabilirsi in città aggiungendo problemi ai problemi già esistenti. Ahmet Ertak, sindaco Dehap di Sirnak si trova ad amministrare una città in cui mancano tutti i servizi essenziali. La situazione sanitaria è al collasso: i medici generici sono 1 ogni 10.000 abitanti, non c'è un pediatra e di bambini ce ne sono davvero tanti! Ci sono 8 scuole primarie e 3 secondarie, le classi arrivano anche a 70 alunni. Anche gli insegnanti sono pochi, in tutta la provincia ne occorrerebbero altri 1400.
Il 70% degli abitanti è analfabeta, soprattutto le donne e non si può quantificare la percentuale di abbandono scolastico.
Moltissimi bambini non vengono registrati all'anagrafe fino all'iscrizione scolastica.
Le donne sono altamente discriminate, sono costretti a matrimoni decisi dalle famiglie e moltissimi sono i suicidi/omicidi d'onore. Intorno a Sirnak ci sono 3 torrenti altamente inquinati dagli scarichi urbani: necessitano di interventi di risanamento.
L'incontro più toccante e più esplicativo della situazione di Sirnak è quello con gli sfollati dai villaggi distrutti e coi famigliari degli scomparsi. Entriamo nella sede del Dehap affollata, ci accolgono con grande affetto. Davanti a noi siedono due donne dal viso fiero e triste: una ci dice che un giorno i militari andarono sul posto di lavoro del marito minatore e chiesero a tutti i lavoratori la carta d'identità, la restituirono a tutti tranne a due: suo marito e un altro. Alcuni giorni dopo gli stessi militari convocarono quei due alla gendarmeria per vedere la loro carta d'identità che ovviamente non avevano, da allora sono scomparsi: era il 1992. Si alza poi un uomo e ci dice che fino al 1990 viveva in un villaggio, Besta. Dopo mesi di minacce i militari intimarono loro di diventare guardie di villaggio. Il rifiuto degli abitanti portò alla distruzione del villaggio, furono costretti a fuggire senza portare nulla con sè ed ancora oggi non possono tornare a Besta. In quei tre giorni i militari distrussero 13 villaggi. Il governo sostiene che queste violazioni non sono commesse dai militari ma dai guerriglieri. Di 42 villaggi ora ne rimangono solo 4. Di racconti come questi ne ascoltiamo tanti. Ci portano a vedere anche l'abitazione del presidente del Dep, ora Dehap, crivellata di colpi di mitragliatrice nel 1992.
Nel pomeriggio incontriamo i sindacati, in particolare quello degli insegnanti "Egitim Sen" rischia di essere dichiarato fuorilegge perche' chiede per gli studenti kurdi anche l'insegnamento della loro madrelingua. Il governo osteggia in ogni modo il sindacato, a cui non è concesso il diritto di sciopero; molti sono i sindacalisti arrestati, picchiati ed uccisi.
A Sirnak il reddito pro capite annuale è di 500 dollari.
Finiamo la giornata con la notizia che il giornale filocurdo"Gundem" di oggi, che parlava del Newroz, è stato sequestrato da tutte le edicole. L'ultima sorpresa di questa giornata è l'accensione dei fuochi del Newroz. Con la paura dell'arrivo della polizia in un piccolo spiazzo alla luce di un grande falo' sventolano la bandiera dei tre colori proibiti, la foto di Ocalan, la bandiera kurda e i canti e gli slogan si mescolano alla commozione, alle speranze ed alle aspettative per domani.

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Mesaggio da Sirnak (Italo Gaibazzi) :

Rojbas,
il nostro primo gorno in Kurdistan è cominciato veramente alla grande: Abdullah Demirba€, sindaco della municipalità Surici di Amed (Diyarbakir in turco) è venuto a salutarci e ad augurarci buon Newroz. Ha anche invitato i bambini italiani a partecipare, l'11 Maggio, ad una manifestazione dedicata a tutti i bimbi del mondo: ci saranno spagnoli, tedeschi, iraniani, iracheni... Si vuole dimostrare la bellezza della diversità qui a Diyarbakir dove ci sono tantissimi bambini di strada.
Siamo quindi partiti alla volta di Sirnak, la città meta della nostra delegazione. Il viaggio è stato lungo, ma pieno di sorprese. Ci fa da guida una giovane intraprendente e bravissima ragazza, ovviamente Kurda che ci aiuta a capire la pesante realtà che vivono ancora oggi i Kurdi in Turchia.
Oltrepassiamo Mardin, antica città abbarbicata sulle colline e ci immettiamo sulla strada che costeggia il confine con la Siria e successivamente con l'Iraq. Da subito vediamo una fila continua di autocisterne, proseguiamo qualche chilometro e la fila diventa una colonna che supera i cinque chilometri. Chiediamo spiegazioni: dal Kurdistan iracheno arriva il petrolio estratto nella zona di Kirkuk. Siccome le raffinerie irachene non sono sicure per i continui attentati, l'esercito di occupazione statunitense preferisce farlo raffinare in Turchia, poi la benzina che serve ai militari ritorna in Iraq: ecco il perchè delle lunghe file. E' un business per il governo turco, perchè incamera il costo della raffinazione, per i partiti kurdi iracheni di Talabani e Barzani perchè ottengono da questo traffico ingenti somme di denaro, alla dogana turca, invece, vanno l'equivalente di 25 euro ogni autocisterna e ne passano tre mila al giorno. Queste notizie non ce le dicono i giornali!
Attualmente la Turchia, per isolare le idee di autonomia dei kurdi, vorrebbe chiudere la frontiera con l'Iraq ed obbligare il transito attraverso la Sieria. Queste notizie ce le da il sindaco di Cizre Aydin Budak, anche lui del Dehap, che è molto contento di vederci. Un altro incontro a sorpresa è quello con Selim Sadak, deputato kurdo imprigionato per 11 anni insieme a Leyla Zana. Lo abbracciamo commossi e felici, gli esprimiamo tutta la nostra solidarietà per la sua lotta pacifica per il rispetto dei diritti di tutte le kurde e i kurdi. Incontriamo Selim in un bellissimo luogo montagnoso, c'è il Tigri che scorre e sui pendii pascolano greggi. Fino al 2000 questo luogo era vietato ai kurdi.
Finalmente arriviamo a Sirnak, nella regione del Botan, accerchiato da montagne innevate dove ancora sono presenti i guerriglieri. A sorpresa ci viene a dare il benvenuto il sindaco Ahmet Ertak.
Siamo, come lo scorso anno oggetto di particolare interesse della polizia, che, qui a Sirnak ha voluto sapere tutto di noi: chi siamo, da dove veniamo, perchè vogliamo essere presenti al Newroz di Sirnak....Vogliamo condividere, almeno per pochi giorni il desiderio, o meglio, il diritto alla libertà, alla pace e alla democrazia insieme ai nostri fratelli e compagni kurdi.

Italo Gaibazzi

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21 Marzo 2005, Dersim

L'ALTRO NEWROZ

Alcuni fuochi hanno rischiarato la notte del Newroz.
Nonostante il divieto da parte delle autorita' giovani donne, uomini e bambini hanno ballato al ritmo della liberta'. La polizia non è intervenuta ad ostacolare la celebrazione di questo newroz illegale, celebrato in diversi punti lontano dal centro della citta', forse anche perché si è trattato di poche decine di persone (Sic!): e la citta' sembrava come impaurita. Anche per questa sera si prevede un festeggiamento per il NEWROZ!

VALLE DEL MUNZUR

Accompagnati dal Presidente dell'Associazione della Valle del Munzur e da un avvocato del BARO abbiamo percorso una buona parte della Valle del Munzur, parco nazionale dal 1971. In questa splendida valle innevata dove le vette che la circondano raggiungono i 3000 metri è in corso l'attuazione di un progetto che prevede la costruzione di sette dighe delle quali due sono gia' completate.
Questo progetto comporta per lo Stato turco un investimento economico di miliardi di dollari che contrasta fortemente con il rendimento del progetto stesso, infatti come ci ha riferito il presidente dell'associazione della Valle, ONER BULUT, l'energia che verra' prodotta attraverso la costruzione di queste dighe rendera' soltanto l'1% del fabbisogno nazionale.
Attraverso i colloqui con il presidente dell'associazione della Valle e dell'avvocato del BARO è emerso che si tratta di un progetto "sommerso" rispetto all'informazione che ne ha la societa' civile. Tutto questo rientra in un quadro in cui la possibilita' di informazione e di sensibilizzazione è carente. Tra i vari effetti che questo progetto comporta c'è la "deportazione" di un'intera popolazione: 101 villaggi sono stati gia' evacuati e si prevede che l'80% dei villaggi rimasti verranno investiti dal problema. Il Governo per queste evacuazioni prevede dei risarcimenti irrisori rispetto al danno morale e materiale che ha prodotto e che produrra'. Anche questo è un progetto militarizzato e finalizzato, di fatto,ad una vera e propria pulizia etnica.
Come ci ha riferito Oner Bulut, l'intenzione del progetto è di evacuare gradualmente l'intera citta' di Dersim e le zone circostanti. La prima diga gia' costruita, chiamata UZUNCAYIR, fara' si' che l'invaso arrivera' fino al centro della citta', e circa 84 villaggi verranno evacuati. Accanto alla pulizia etnica questo progetto comporta la distruzione dell'ecosistema, un esempio ci viene dato da Oner Bulut che ci racconta i fatti del 15 settembre 2004 accaduti a OVACIK: i militari hanno distrutto circa 200 ettari di foresta motivando tale intervento come un' operazione anti guerriglia. Attualmente nello stesso luogo le compagnie che lavorano per l'estrazione dell'oro e di altri metalli stanno utilizzando sostanze nocive come il cianuro provocando un aumento di tumori tra la popolazione e gravi danni alla flora locale.
Di fronte a questo enorme problema abbiamo l'impressione che l'associazione della Valle del Munzur si trovi in una situazione di empasse avendo grosse difficolta' sia nella possibilita' di informare che di contrastare il progetto in atto. Tuttavia tra le strategie di opposizione che adotta vi sono le varie manifestazioni di protesta, l'ultima delle quali si è svolta il 14 marzo scorso in varie citta' della Turchia quali Istanbul, Dersim, Dijarbakir e Ankara, azioni accompagnate da un ricorso legale presso la Corte Costituzionale turca.
Bulut ci ha riferito inoltre che sono impegnati nell'organizzazione del festival del Munzur che si terra' quest'estate al quale parteciperanno tra i vari ospiti il ministro dell'energia e l'europarlamentare turco, sensibile alla causa della Valle del Munzur CEM OZDEMIR. Ci auspichiamo che una delegazione italiana partecipi al festival suddetto.

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21 Marzo 2005, Diyarbakir

Messaggio da Amed / Milioni in piazza

Oltre un milione e mezzo di persone presenti al Newroz!
Sin dal mattino presto con tutti i mezzi possibili (camion dolmus e a piedi) le persone hanno raggiunto il grande piazzale della festa - fuori della città.
All'arrivo in piazza prima sorpresa: non c'erano i posti di controllo della polizia!
Per la prima volta nessuno ha dovuto subire l'umiliazione di essere perquisito!
Sulle terrazze di due palazzi - di lato al grande piazzale- per tutta la giornata i militari hanno filmato con telecamere e mega cannocchiali. Mentre dal palco intervenivano i rappresentanti politici aerei da caccia sfrecciavano in cielo seguiti da voli ripetuti di elicotteri militari. La folla rispondeva con il segno della vittoria. Un avvenimento storico - di cui vi scriveranno altri della nostra delegazione - é stata la partecipazione di Leyla Zana: dopo dieci anni di prigionia torna a parlare al suo popolo in lingua kurda.
La festa è continuata con il grande concerto con alcuni degli artisti kurdi più amati come: Ciwan Haco - acclamatissimo dalla folla che ha cantato all'unisono tutte le sue canzoni - Koma Çiya - il gruppo ha interpretato la canzone proibita della cantante kurda Aynur Dogan(non siamo in grado di scrivervi il titolo) e per finire Ibrahim Tatlises che ha scatenato la folla!
Scene di delirio collettivo: gente che saliva ripetutamente sul palco per baciarlo toccarlo - sistematicamente respinti dal servizio d'ordine che subito doveva accorrere a staccare dal collo del cantante un altro fan - gente di tutta l'eta che cantava ballava le sue canzoni d'amore in turco - fiori e sciarpe gettate sul palco - il cantante ricambiava con baci verso il pubblico : scene per noi incredibili!!!
A conclusione della grande giornata mentre la piazza incominciava a svuotarsi dall'amplificazione veniva irradiatati Bella Ciao in kurdo e Comandante Che Guevara....
Sul dolmus che ci riportava in città un ragazzo ci ha raccontato che prima di arrivare alla festa é stata trattenuto dalla polizia per 4 ore
Non siamo a conoscenza di altri fatti in merito: verificheremo in questi giorni.
resoconto a caldo di una grande giornata con grande emozione ....
Siamo appena tornati e siamo tutti davvero molto contenti della giornata vissuta.
Affacciandoci dall'hotel questa mattina abbiamo trovato una Diyarbakir del tutto normale e tranquilla con nulla di diverso da quella dei giorni precedenti. Mancava solo il carroarmato che solitamente e' nella piazza di fronte e questo e' stato motivo di sorriso per tutti noi.
Allontanandoci solo pochi passi dall'hotel abbiamo potuto notare immediatamente una diversa atmosfera, più vivace, e poco oltre il centro della città abbiamo incontrato i primi kurdi vestiti con i loro tipici abiti coloratissimi.
La prima grande sorpresa della giornata c'e' stata scoprendo che la polizia non stava effettuando nessun controllo, nonostante avessero già montanto numerosi gates. Nei palazzi circostanti c'erano molti militari e molti agenti di polizia e nelle prime ore della mattinata e' volato sopra di noi un elicottero, ma non abbiamo avuto sentore di tensione e violenza alcuna.

L'altra grande sorpresa e' stato scoprire della presenza di Leyla Zana e saperla li dopo 11 anni di carcere e' stato davvero emozionante. Ha tenuto un discorso sia in kurdo che in turco: ha ribadito l'importanza della pace fra tutti i popoli ed ha annunciato un rinnovamento generale che porterà a dei cambiamenti tra le file della classe politica kurda. Riferendosi ad Erdogan ha specificato l'importanza e la necessità di un cambiamento della politica condotta dal governo turco, non mancando di dire che il primo e più importante dei cambiamenti deve essere quello interiore.
Oltre alle parole ha colpito anche il tono della sua voce: forte, vivace e davvero carico di forza e amore che ha saputo coinvolgere tutti i partecipanti al Newroz.

Siamo felici di aver partecipato forse al primo Newroz diverso da quelli a cui eravamo oramai tutti tristemente abituati e siamo molto felici di aver condiviso un momento storico molto importante per i kurdi che andrà a scrivere una nuova pagina all'interno della lunga storia kurda all'insegna del serenità, della democrazia e del rispetto.

Saluti a domani sera.

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21 Marzo 2005, Sirnak

messaggio da Sirnak / Newroz piroz be

Finalmente è Newroz, Capodanno Kurdo, festa di libertà, di identità, di pace del Popolo che non c'è, un Popolo di 40 milioni di persone. Fino ad alcuni anni fa era proibito, ora è permesso eppure in alcune città i militari non hanno dato l'autorizzazione come a Dersim, dove è stato anticipato a ieri.
Qui a Sirnak è stato permesso, ma contemporaneamente il governatore e i militari hanno organizzato una brutta copia turca della festa: il Nevruz. Si svolge proprio in un luogo significativo ... vicino ad un enorme striscione in cui c'è scritto "felice chi può dirsi turco".
Nelle scuole, nei posti di lavoro aperti perché lunedì sono state fatte minacce a chi parteciperà al Newroz. Ma la festa colorata, viva, kurda è vicino al nostro albergo. Verso le 7 cominciano gli arrivi dei carrarmati, delle camionette piene di militari in assetto anti sommossa con minacciosi mitra, che si appostano sopra gli edifici, anche sopra il nostro albergo.
Il Newroz si svolge in una piccola piazza in cui convergono varie strade dove si posizionano i militari, forse per impedire le vie di fuga. Alle 9 siamo già in piazza con le nostre sciarpe gialle, rosse, verdi: i colori proibiti. Lentamente arrivano frotte di alunni che hanno bigiato la scuola, chissà quale castigo li aspetta domani ... ma oggi è Newroz ... La massiccia presenza di militari intimorisce un po', ma dopo poco, quando la folla si fa veramente imponente nessuno fa più caso ai cecchini armati sugli edifici perché è Newroz, la festa di libertà, giustizia, democrazia per i kurdi e per tutti i popoli oppressi. A poco a poco sventolano le bandiere del Kurdistan, tantissime immagini di Apo, le foto di tanti martiri di Sirnak.
C'è una giovanissima donna vestita con il costume tradizionale che innalza una foto forse del suo giovane marito ucciso o scomparso ... passa tutto il tempo della festa piangendo. Sul palco si alternano i discorsi del sindaco, del presidente del Dehap. Alle 11 ci invitano ad accendere il fuoco del Newroz. Ci emozioniamo tutti per questo invito dei nostri Compagni e Fratelli kurdi, con cui condividiamo la speranza di identità, di rispetto dei loro diritti così violentemente calpestati. Andiamo poi sul palco, la madre di un guerrigliero ucciso parla di lotta e di speranza, poi tutti insieme liberiamo tante colombe bianche, la festa continua in un tripudio di canti, di balli, di bandiere con i colori proibiti, di piramidi umane improvvisate da cui sventola la foto di Apo, di abbracci con le madri e mogli degli uccisi durante la durissima repressione militare che non è ancora cessata.
Arriva anche Selim Sadak e Dogan Erbas, avvocato di Ocalan. Gli chiediamo notizie della sua ultima visita ad Apo. La sua salute fisica non è peggiorata, ma quello che gli pesa di più è il completo isolamento che vive ad Imrali. Il pensiero di tutti corre ad Apo chiuso in una cella di tredici metri quadrati mentre noi siamo in mezzo alla sua gente che lotta e spera.
Questo Newroz ci ha veramente emozionato, ci ha fatto vivere, anche se in maniera riflessa lo Sherildan: nonostante a Sirnak ci sia stata una pesantissima repressione, decine di villaggi distrutti, emarginazione, povertà, estrema militarizzazione (ancora oggi su settantamila abitanti ci sono diecimila militari in città) le donne e gli uomini anziani kurdi non hanno mai chinato la testa, non lo faranno mai e noi siamo e saremo con loro. Newroz piroz be!

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21 Marzo 2005, Van

Messaggio da Van - Scuola per la Pace / Lucca

Un saluto dalla delegazione della Scuola per la Pace presente in Kurdistan per il NEWROZ (Cinzia, Elisa Maria Pia, Maria, Brunella, Gabriella, Mirko, Aldo)
Siamo atterrati sabato a metà giornata sul magnifico altopiano di Van (1700 m di altitudine) circondato da montagne innevate ed al bordo del grandissimo lago di Van l'accoglienza è stata cordialissima da parte dei responsabili del nostro ricevimento e la sera abbiamo cenato con la sindaca kurda di Bostanici. Stasera mentre nevica abbiamo cenato e cantato con il gruppo di giovani kurdi, ragazzi e ragazze, cui siamo stati affidati.
Il Newroz qui è stato anticipato a domenica 20 perché le autorità scolastiche statali non avrebbero consentito festa alle scuole lunedì ed è stata una fortuna perché oggi lunedì nevica alla grande. Lo scenario era superbo: un grande prato verde sotto la ciclopica roccia sulla quale si ergono i residui della antica capitale del regno di Urartu (IX sec aC) con il lago a ovest e le montagne innevate intorno agli altri lati. Il grido ricorrente : Apo (Ocalan) nostro presidente.
Un vecchio in lacrime ci ha fermato per invocare il diritto dei kurdi ad avere un loro presidente. I saluti e le strette di mano per noi 8 unici stranieri presenti si sprecavano. Anche il telegiornale di domenica sera ha riportato i nostri nomi. Qui il basso tenore di vita è evidente dai visi dei bambini e dalle povere scarpe in gomma indossate del tutto consumate. Ma abbiamo deciso di entrare in questi temi dopo aver meglio approfondito la situazione.
Ugualmente per quanto riguarda i diritti umani.
Al Newroz di VAN hanno partecipato 300 mila persone. Un giorno per manifestare (dove è stato consentito) l'orgoglio di essere kurdi di fronte a 364 di negazione di esistere in quanto tali.
L' atmosfera è stata molto festosa anzi entusiasmante e la polizia molto tollerante rispetto al clima dello scorso anno a Diyarbakir. Non così, leggiamo, in altre parti.
Qui entriamo in un capitolo scottante cioè quello dei diritti umani e delle violazioni dei più elementari di essi quale l'uso della propria lingua da parte di 20 milioni di persone che entro 10 anni a causa della dinamica demografica supereranno in numero i turchi.
Dopodomani incontreremo la delegazione dei diritti umani ed altre organizzazioni civili e abbiamo una lista di domande da fare e di notizie da verificare alcune delle quali molto gravi. Siamo contenti di essere venuti (e un pò più numerosi dell' anno scorso) perché il tema del silenzio ufficiale europeo quasi tombale sulla reale situazione dei kurdi è vergognoso (sappiamo che la Turchia ha promesso di migliorare il diritto di famiglia e tutti i nostri governanti a fregarsi le mani e dire :'vedete come siamo stati bravi e come sono bravi questi prossimi nostri associati!').
Terminiamo ricordando come dopo 6 anni di cessazione unilaterale dell'uso delle armi i kurdi avessero dichiarato settimane fa che avrebbero atteso fino al Newroz i cambiamenti rimasti sulla carta e poi avrebbero ripreso la libertà di iniziativa. Dopodomani parleremo anche di questo punto cruciale del prossimo futuro di questa regione.

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22 Marzo 2005, Cizre

Nella storia della celebrazione del Newroz a Cizre, sud del Kurdistan turco, per la seconda volta un gruppo di otto osservatori italiani, ha partecipato e sorvegliato che la festa dell'identità kurda di questo anno, si svolgesse normalmente e senza provocazioni da parte della polizia turca. (La prima avvenne nel 2004 con una delegazione tedesca) le premesse non sono state confortanti, se è vero che la sera precedente, nel corso di tafferugli con la polizia in alcune zone della città, dove questa non ha esitato ad impiegare cannoni ad acqua ad alta pressione, nonché i classici e dolorosi manganelli, ci sono stati 25 feriti, di cui uno con i polsi rotti,ed una decina di arrestati. La storia ricorda, fra i tanti di questa terra sfortunata, il massacro del 1992, in cui vennero uccisi 120 persone.
Circa 20 mila persone fuggirono terrorizzate della città, contribuendo ad alimentare la triste odissea dei profughi interni alla Turchia. Ma quest'anno, sebbene una gran parte dei 25-30 mila partecipanti non ha potuto ballare come avrebbe desiderato, se non nell'area antistante i palchi, tutto è filato liscio, con l'eccezione di un episodio avvenuto al controllo di Polizia all'ingresso dell'area consentita, ad un osservatore italiano, al quale avrebbero voluto sequestrare alcune bandiere arcobaleno della pace, ma soprattutto una della FIOM, cosa poi non avvenuta. Mentre avveniva questo, ci veniva successivamente riferito che, a pochi metri da noi, al controllo donne, alcune di esse protestavano per le perquisizioni spicce, da parte di una poliziotta. Questa, indispettita per essersi sentita accennare della presenza di osservatori internazionali, disse alle donne che, una volta ripartiti, avrebbero loro fatto pagare caro questo "comportamento".
Il nostro ingresso nell'area della festa è stato salutato da un'ovazione con generale stretta di mani e tenta voglia di comunicare da parte dei nostri fratelli e sorelle kurdi.
Saliti sul palco riservato ad autorità ed ospiti, si è potuto ammirare lo spettacolo dei bellissimi costumi tradizionali delle donne, posizionate nelle prime file. Mentre il locale gruppo folk "Mem ù Zin" apre la manifestazione, dimostrando grande bravura, la folla ondeggiante inneggia "Apo" Ocalan, mostrandone foro e disegni, nonche alla propria libertà; mostrando anche le foto degli scomparsi e dei martiri, sventolando i vestiti colorati che rappresentano questa libertà. Poi si succedono interventi a voce di donne e uomini rappresentativi della società civile kurda, sia a livello locale come il sindaco Aydin Budak del Dehap ed il locale segretario di questo partito Ali Gun; di livello nazionale come Dogan Erbas, uno dei legali di Abdullah Ocalan, (il leggendario ed amatissimo Leader del riscatto del popolo Kurdo di Turchia, lasciato marcire nella quasi indifferenza della comunità internazionale, nella famigerata prigione dell'isola di Imrali). O come Selim Sadak, ex deputato del parlamento turco, incarcerato per molti anni, assieme alla collega Leyla Zana.
Un toccante minuto di silenzio viene dedicato alle vittime della repressione del regime turco. Sicuramente non dimenticheremo mai l'episodio su due di noi che, volendo scendere in mezzo alla folla, sono stati portati a braccia sino sul palco, dove si esibiva, fra l'entusiasmo collettivo, il famoso cantante folk Kazo, con il suo gruppo. A più riprese veniva fatto riferimento a noi, come riconoscimento del Newroz. Ci veniva pure gentilmente offerto uno spuntino, dimostrando ancora una estremamente dignitoso e fiero della sua identità. Grazie di esistere, popolo kurdo! Lotteremo con te per realizzare le nostre comuni aspirazioni di pace, giustizia e fratellanza, in un'Europa che sia espressione dei diritti dei suoi popoli, e non come adesso degli interessi economici dei potenti.
...
Al nostro arrivo a Cizre, in hotel, ci hanno accolto! Il sindaco della città, della coalizione del Dehap Aydin Budak, il rappresentante del Dehap di Ankara Huseyin Yilmaz, ci hanno illustrato brevemente la storia e le problematiche della cittadina.
Cizre, al confine con la Siria e l'Iraq, conta circa 65.000 abitanti, censiti, ma complessivamente sarebbero oltre 110.000 incrementati si del 60% negli ultimi 20 anni di profughi, agricoltori e pastori, provenienti dai villaggi distrutti dai turchi. La popolazione in gran parte disoccupata, ha un livello scolastico molto basso; le scuole-vecchi edifici- sono poche e sovraffollate, anche 100 bambini per classe, difficili da regolare per la fatiscenza delle infrastrutture; strade sconnesse, allagate durante le piogge, i bambini si bagnano e si ammalano incontrano ostacoli nell'apprendimento perché non conoscono la lingua turca.
Anche l'assistenza sanitaria è in difficoltà, mancano medici, ambulatori è ospedali. Uno degli obiettivi di questa amministrazione è quello di favorire il ritorno della popolazione ai villaggi, per la ricostruzione: circa 50% dei profughi vorrebbe ritornarci. Il governo turco però pretende che chi rientra diventi guardiano di villaggio (Korucu).
Un distretto della città di Cizre, in questi ultimi anni è cresciuto enormemente, per cui il governo ha deciso di dare un altro nome a un distretto, ma essendo il nome (Cem kuruk) kurdo, non è stato accettato. Il sindaco (di Dehap) è stato eletto con il 90% dei voti per la prima volta la cittadina ha un sindaco del Dehap, e la prima volta si sono tenute libere elezioni; nel 1995 e 99 non si sono potute svolgere a causa delle pressioni e impedimenti che gli abitanti subivano. Fino ad ora c'era il kaymakam, una sorta di prefetto che amministrava la città, fin dall'inizio del 1900. L'amministrazione cittadina incontra molte difficoltà è un trattamento differente da parte del governo turco. Il 60% del prelievo fiscale per le municipalità del Dehap, mentre per le altre è del 40%.
Un progetto di valorizzazione del territorio venne presentato circa 5 anni fa dall'associazione "Cekul" con il kaymakam, col nome di "Mem ù Zin", per la ristrutturazione del sito storico, una moschea costruita 500 anni. Secondo la leggenda, tramandata da cantatore e poi scritta dal poeta "Ahmede Xani", nel XVIII secolo, due giovani innamorati, dopo aver attraversato innumerevoli peripezie, riposerebbero all'interno della moschea. Il progetto è finanziato dall'UE, per 600 mila euro. Si prevede anche la ristrutturazione della Medressa Grossa, edificio nel cui contesto si trova la scuola religiosa e la tomba del poeta "Meleti Ciziri", e la ristrutturazione della moschea con la tomba di Noè.
Per la realizzazione il restauro di queste due opere, occorre bonificare il territorio circostante, infrastrutture e abbattere le abitazioni presenti nelle vicinanze e ricostruire in altra zona: l'onere sarebbe al 50% a carico del comune con circa 400-600 mila euro a carico dell'Europa.

Gruppo Cizre-Siirt

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22 Marzo 2005, Diyarbakir

Messaggio da Amed

22 marzo,
La lista delle giornate positive si allunga e di questo noi tutti siamo davvero soddisfatti.
Oggi è stata una giornata bellissima e molto interessante ed utile per noi tutti.
Questa mattina abbiamo incontrato il Sindaco -donna- del Comune di Bismil, la quale ci ha illustrato le numerose difficoltà che è costretta ad affrontare nel tentativo di migliorare le generali condizioni di vita del piccolo comune e più in particolare per quelle delle donne, ancora oggi vittime di grandi ed ingiuste discriminazioni.
La giornata è poi continuata alla volta di Silvan. Durante il tragitto siamo stati rapiti dalla bellezza dei paesaggi attraversati e, proprio come a Bismil, siamo stati calorosamente accolti dai collaboratori del Sindaco. A proposito di quest'ultimo vorrei spendere qualche minuto perché abbiamo avuto modo di constatare la sua eccezionale disponibilità e gentilezza.
La riunione tenutasi con lui ha interessato noi tutti ed ha saputo rispondere in modo del tutto esaustivo e preciso ai nostri quesiti ed ora ognuno di noi ha un'idea abbastanza chiara della situazione relativa a Silvan. Una volta terminata la riunione è cominciata per noi una vera e propria gita.
Il Sindaco ci ha infatti invitato a mangiare in un ristorante del paese, dove abbiamo gustato un pranzo davvero ottimo, ha donato ad ognuno di noi un piccolo presente, una copia del giornale locale curato dallo stesso Comune e per finire ci ha condotti a visitare le antichissime abitazioni scavate nella roccia, che erano abitate già ai tempi di Zarathustra, e a vedere una della dighe del Gap costruita lungo il fiume che lambisce Batman.
Come credo tu stessa possa facilmente capire, abbiamo avuto la fortuna di incontrare una persona davvero speciale!!
Anche per oggi è tutto.
Un caro saluto da tutti

Gruppo Amed

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22 Marzo 2005, Sirnak

Messaggio da Sirnak / Un pò di cultura

22 marzo
Mentre una parte di delegazione è partita presto questa mattina per raggiungere le alte montagne che sovrastano Sirnak, alcuni di noi sono rimasti in città per la consegna del materiale scolastico proveniente dall'Italia e promesso ai sindacalisti dell'Egitim Sen (sindacato degli insegnanti facente parte del Kesk). La consegna avviene presso il palazzo municipale dove incontriamo Ramazan, un ragazzo Kurdo che, dopo averci fatto da interprete durante l'incontro con le personalità che prendono in consegna il materiale, si offre per accompagnarci in giro per la città.
Ovviamente accettiamo.
Ramazan si dimostra disponibile ed entusiasta: riconosciamo la cordialità e l'affetto che questo popolo ci dimostra ogni giorno. È quasi imbarazzato nel dirci che la città non offre alcun luogo ricreativo o iniziativa culturale: non ci sono cinema ne teatri. Ritrova entusiasmo nel parlarci di una biblioteca: saliamo le scale di un grande edificio adibito ad uffici ed entriamo in un corridoio scalcinato su cui si aprono le porte di alcune aule deserte e di una in cui 5 ragazzi stanno preparando un esame di matematica. In una stanza soltanto vediamo uno scaffale con dei libri: non più di 200 volumi per tutta la biblioteca, forse abbastanza per una città in cui il 70% delle persone non sa ne leggere ne scrivere.
Riprendiamo la strada centrale che ci conduce nei pressi dell'unica scuola primaria della città, frequentata da studenti dai 6 ai 14 anni. Nel cortile una moltitudine di bambini ci accoglie gioiosa. Forse portiamo un pò di scompiglio mentre ci aggiriamo nei corridoi cupi e disadorni, ma le giovani insegnanti ci invitano ad entrare nelle classi. Cartelloni, disegni e addobbi colorano le pareti. I bambini sono pieni di entusiasmo per la nostra presenza e si divertono a dimostrarci la loro conoscenza dell'inglese: "What's your name?" "Where are you from?".
Dalla classe dei più piccoli riceviamo in regalo dei fiori di carta fatti da loro: sono gialli, rossi e verdi...
Conveniamo con Ramazan che si tratta di un bellissimo simbolo di speranza per la pace e la democrazia in questa terra.
Per la nostra sicurezza il nostro amico ci accompagna fino all'albergo: come tutti i giovani è assetato di informazioni sull'Europa e sull'Italia, sulla possibilità che può avere un giovane kurdo di venire nel nostro paese: gli raccontiamo le storie difficili di quelli che ci stanno provando... sentiamo la sua commozione e solidarietà per i propri fratelli quando ci invita a salutarli...
È tempo del commiato davanti all'ennesimo çay.... con i fiori puntati sul petto ci diciamo un'altra volta "Biji Kurdistan"...

Gruppo Sirnak

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23 Marzo 2005, Dersim

Oggi siamo stati ad una cena a casa di una famiglia kurda che ci ha cucinato una ricetta curda vegetariana chiamta zerfet.
Ho tante cose da dirvi ma non so da dove cominciare.
Domani andiamo a cena con la sindaca.
Qui tutti ci trattano benissimo e con noi ci sono due poeti che recitano poesie istantanee bellissime!
Il padre di questa famiglia ci ha raccontato tutta la storia della rivolta del 1938.
I suoi tre figli sono morti nella guerriglia e l'ultimo figlio e appena uscito da carcere dopo sette anni. La loro casa e piena di foto dei figli morti tra cui una donna Berivan che assomiglia a Laura ..sembrano gemelle. Il presidente del Dehap Bulut e sempre con noi e con noi ci sono sempre i poliziotti che stasera ci hanno seguito fino alla casa del padre dei tre guerriglieri.
Il Munzur e' un paradiso come gia sapete.....abbiamo molto materiale sul Munzur in turco e domani la sindaca ci dara' un piccolo progetto simbolico da poter presentare a qualcuno in Italia. Tre giornalisti ci seguono in continuazione ci fanno foto e ci intervistano, anche giornalisti della destra turca. Noi rilasciamo interviste; comiciamo a sentirci importanti.
Abbiamo anche incontrato il partito EMEP che ci ha chiaramente detto che sono contrari all'entrata della Turchia in Europa ma non solo sono contrari all'Europa stessa. La prima pagina del giornale della sinistra turca "Evrensel" porta questo titolo gigantesco: Ne' America ne' Europa!
Vi bacio forte e vi penso sempre
ser bas

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23 Marzo 2005, Diyarbakir

Saluto da Amed
Siamo stanchissimi, ma soddisfatti della giornata......come sempre del resto!
Oggi abbiamo avuto ben 4 incontri e devo dire che ognuno di essi e' stato davvero molto interessante e cominciamo ad avere un'idea abbastanza chiara delle varie sfaccettature della questione curda.
Non scendo nei particolari per non essere troppo lunga, anche perche' gli argomenti trattati sono stati numerosi.
Particolare attenzione merita invece secondo me l'incontro che ieri sera siamo riusciti ad avere con il Sindaco di Diyarbakir e con la Deputata Europea Feleknas Uca.
Con il Sindaco abbiamo discusso delle elezioni del 2004 mentre con la Deputata abbiamo affrontato, seppur brevemente, l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea e della soluzione dell'intera Questione Curda in seno all'Unione Europea stessa.
Ambo le interviste sono state molto importanti per noi.
Un caro saluto da tutti

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Artists Against Wars

NEWROZ 2005, Roma - Kurdistan - Libano


KURDISTAN 19 - 25 marzo
La Rete Artisti contro le guerre ha nominato proprio ambasciatore l'artista triestino Edvino Ugolini che, appena rientrato dalla carovana umanitaria ai campi profughi Saharawi, sarà di partenza il 19 marzo per Dersim nel Kurdistan turco dove il giorno 21, con l'equinozio di primavera, festeggerà la festa dei fuochi il capodanno curdo del Newroz insieme alla popolazione.
Il viaggio dell'artista Edvino Ugolini dal 19 al 25 marzo nel Kurdistan turco prevede la visita alle cittadine nei pressi del fiume Munzur, raggiunte con la navigazione del corso d'acqua. Sono inoltre previsti incontri con le associazioni della società civile curda e con le parti politiche sociali e con le amministrazioni pubbliche. Il viaggio, organizzato dall'Ufficio informazione Kurdistan in
Italia (Uiki Onlus) si concluderà con una visita alla cittadina di Dyarbakir e con il ritorno ad Istambul, dove Ugolini si fermerà alcuni giorni per incontrare alcuni artisti.

LIBANO 1 - 7 aprile
Da Istambul l'artista Edvino Ugolini ripartirà alla volta del Libano e qui sarà raggiunto dagli artisti Ferdinando Pugliatti, in arte Mago Ciao Ciao, e Piero Purini, dove l'Associazione Vortici di Trieste rappresenterà la Rete degli Artisti al festival del "Teatro nei campi palestinesi", organizzato dalla Associazione Al-Jana di Beirut. Al festival itinerante saranno presenti numerosi Artisti provenienti da molti paesi. Il progetto, cui l'artista Edvino Ugolini partecipa per il secondo anno, prevede la realizzazione di laboratori teatrali destinati ai giovani palestinesi, onde dare loro l’opportunità di apprendere le tecniche di animazione teatrale.

La presenza della delegazione di Artisti agli eventi in Kurdistan, nei luoghi dove recentemente si sono avuti violenti scontri tra guerriglieri e milizia turca, e agli eventi in Libano, animato oggi dalle attuali tensioni che potrebbero sfociare in un conflitto interno simile a quello degli ultimi 15 anni, nonchè presso i campi palestinesi di questo paese vuol rappresentare la solidarietà della Rete degli Artisti contro le guerre nei confronti delle popolazioni mediorientali coinvolte, loro malgrado, da occupazioni violente e altri orrendi giochi del potere economico internazionale.

L'Artista Edvino Ugolini, che ha avuto or ora notizia di aver ricevuto l'assegnazione del "Premio Pace" al concorso internazionale "Trieste Poesia", indetto dal Club Anthares e dalla Cattedra Mitteleuropea di Poesia, per l'incessante impegno di uomo di pace al servizio delle esigenze umanitarie, non sarà presente alla premiazione che si terrà a Trieste il 2 aprile.

ROMA 20 - 26 marzo
La Rete degli Artisti contro le guerre parteciperà con una delegazione di Artisti, ad oggi composta da Emilio Leofreddi e Loredana Morandi, agli eventi del Newroz realizzati a Roma dalla comunità curda in Italia e dalle associazioni Ararat e Europa Levante.
In occasione del Newroz, gli Artisti della Rete incontreranno il gruppo musicale Kamkar, proveniente dal kurdistan iraniano, che si esibirà all'Auditorium e fra i quali il capostipite del gruppo Hooshang Kamkar sarà relatore al convegno "Costruire Ponti con la Musica" di mercoledì 23. Gli artisti incontreranno anche il gruppo del Koma Ararat e i cantanti Devrim Bingöl e Fevzi Kiliç, curdi della diaspora europea provenienti dalla Germania, che si esibiranno durante i festeggiamenti equinoziali della festa dei fuochi, simbolo curdo di rinascita e di libertà.
La Morandi, presidentessa della Associazione Argon, da sempre sostiene vertenze politiche e gli scioperi della fame dei rifugiati curdi in Italia, onde ottenere per essi il riconoscimento del titolo di rifugiati politici presso le autorità italiane.
Lo scultore internazionale Emilio Leofreddi, che ha contribuito realizzando una delle numerosissime sagome in legno della manifestazione artistico umanitaria tenutasi presso la galleria del traforo in Roma, è stato ospite in intervista sul tema dell'ingresso della Turchia in Europa e sulla problematica curdo-turca alla trasmissione "Doza me - Doza Weye" della Roy Tv a cura del giornalista curdo Alì Dogan, del Cradhom (Centre de Recherche et d'Action pour les Droits humains en Mediterranee), insieme alla Morandi nel febbraio scorso.

La Rete Artisti contro le guerre partecipa, in occasione del secondo anniversario del conflitto iracheno, alla Marcia internazionale contro la guerra del 19 marzo a Roma e contemporaneamente a Cagliari, dove sarà presente l'artista Mario Pesce 'a Fore, alias Mimmo Di Camerino, mentre su Bologna la Rete organizza l'evento itinerante "Oltre la guerra, piedifestazione d'amore" di domenica 20 marzo a cura di Pino De March e Stella Cappellini, Versitudine e Inquietempestepoetiche.

per la Rete Artisti contro le guerre :
Loredana Morandi, Roma.
Tel.: 348/7490558
loredana.morandi@tiscali.it
http://www.bloggersperlapace.org
Ass.ne Argon - Bloggersperlapace

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Due Poeti a Dersim
SPAZIO POETICO


Moreno Vignoli
Newroz/liberta'

IL FIUME DELLA SOFFERENZA
Edvino Ugolini
(Rete degli artisti contro le guerre)
   
Newroz/liberta'
E la festa prende corpo.
Uomini e donne.
Newroz/liberta'
E la strada si anima.
scuotendo il torpore della citta'.
Newroz/liberta'.
Urla la montagna.
Newroz/liberta'.
Sui volti sorridenti.
Nel battere ritmico delle mani.
Newroz.
e balla la liberta'.
Il sangue di vittime innocenti
scorre ancora lento
lungo le arcane rive
di un fiume
che bagna una terra
che ospita da sempre
dolore e sofferenza
il sangue ancora lordo
di mani assassine
chiede giustizia
per un pololo
dilaniato dalla storia
e chiede speranza
per quelli che ancora
continuano a sperare
in un futuro di pace e fratellanza.

 

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La Musica del Newroz :
1) Koma Berxwadan
2) Welate Roje
3) Çar Newa

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Cronache dei Newroz :
Newroz 1998
Newroz 1999
Newroz 2000
Newroz 2001
Newroz 2002
Newroz 2003

Newroz 2004

 

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