Comit. Gemellaggio Ivrea - Qala Diza

Sede: c/o Municipio di Ivrea - Segreteria del Sindaco
Portavoce: Graziella Bronzini
P.zza Ferruccio Nazionale, 1 - Ivrea
Canton Vigna 11 - Ivrea
Tel. 0125 410 222 - Tel. e fax 0125 48325 - Fax: 0125 48883
e-mail: locos.collect@iol.it


Scopi Statutari
La rivolta del popolo kurdo contro Saddam Hussein dopo la Guerra del Golfo e le immagini tragiche dell'esodo sulle montagne per sfuggire alla vendetta del dittatore iracheno sono all'origine del nostro Comitato, nato nel maggio del 1991.
Gli obiettivi sono molteplici: rompere il silenzio sul genocidio del popolo kurdo, sostenere il suo diritto di vivere libero e in pace sulla propria terra, portare un aiuto concreto diretto, anche fonte di scambio fra la cultura kurda e la nostra.


Storia e programmi
Qala Diza fu gemellata con la città di Ivrea con deliberazione del Consiglio Comunale del gennaio 1992 -su proposta dell'allora Fronte del Kurdistan Iracheno, con sede a Londra. Qala Diza era un fiorente centro agricolo di 25.000 abitanti, situata a 30 km. dal confine iraniano. Sede della prima università kurda, fu rasa al suolo con la dinamite dal regime iracheno nel marzo del 1989, secondo un accordo del 1975 con lo Scià di Persia che portò alla distruzione totale di 4.000 città e villaggi kurdi in una fascia di 50 Km. dal confine iraniano, per "bonificare" il territorio dalla presenza dei partigiani kurdi. Le sorgenti vennero cementate, il bestiame rubato o sgozzato, la popolazione deportata o dispersa.
La città è situata in una delle zone più colpite dalla presenza delle mine antiuomo (circa 20 milioni in Kurdistan, quasi tutte di produzione italiana). E' situata nella Regione Autonoma del Kurdistan Iracheno (circa il 60% del territorio kurdo controllato dall'Irak) sotto la protezione dell'ONU dopo il genocidio del 1991. Una protezione contraddittoria, che impone alla Regione Kurda lo stesso embargo dell'Iraq e permette occupazione, incursioni e bombardamenti sia dell'esercito e dell'aviazione turchi che dell'esercito iracheno.


Principali attività del Comitato nel tempo
Campagna permanente "Un mattone per Qala Diza" che ha portato alla:
= costruzione di un ospedale da 50 posti letto a Qala Diza, in funzione dal 1996. Oggi il pronto soccorso è gestito direttamente da Emergency, l'associazione internazionale di medici e paramedici per l'aiuto alle vittime civili della guerra, con sede a Milano, con cui collabora il Comitato per aiutare i feriti della zona di Qala Diza.
= costruzione di un laboratorio di sartoria con 12 posti di lavoro per donne capofamiglia di Qala Diza, distrutto dall'occupazione dell'esercito iracheno del settembre 1996 e oggi rimediato come sede di corsi di alfabetizzazione per le donne.
= Adozione a distanza finora di più di 100 bambine e bambini orfani di Qala Diza da parte di altrettante famiglie dell'Eporediese attraverso l'associazione umanitaria Kurdistan Save the Children, con cui il Comitato è in contatto diretto. Scopo dell'adozione è quello di permettere ai bambini di compiere gli studi secondari.
= Inizio campagna per lo sminamento dell'area.
= Viaggio nella Regione Autonoma Kurda di una delegazione del Comitato con il Sindaco della Città di Ivrea nel giugno del 1992 per una prima conoscenza diretta del popolo kurdo e delle autorità locali.
= Organizzazione e sostegno delle visite ad Ivrea - con incontri con le Presidenze e i Consiglieri della Provincia di Torino e della Regione Piemonte - delle autorità kurde in visita in Italia: Il Dr: Hussain Sinjari, vice-ministro per la Ricostruzione nel marzo 1993; il Dr. Jalal Talabani, Capo del Governo e Segretario Generale dell'Unione Patriottica del Kurdistan nel maggio 1994, il Dr. Sadi Pira, ministro per gli Aiuti Umanitari nel febbraio 1998.
= Contatti diretti con il Parlamento e con il Ministero della Difesa per l'aiuto umanitario e per il sostegno allo sminamento di circa 20 milioni di mine antiuomo disseminate sul territorio kurdo - quasi tutte di fabbricazione italiana - e all'abolizione dell'embargo dell'ONU.
= Presenza nelle scuole per diffondere fra i giovani la conoscenza di questo popolo negato e sostenere le iniziative di solidarietà del comitato.
= Incontri pubblici di carattere sia informativo che culturale.